CREA - Centro di Ricerca e Ambulatori

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02/06/2021
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24/02/2021
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03/05/2012

UN ESAME DI SANGUE PER LA DIAGNOSI DELLA DEPRESSIONE AD ESORDIO GIOVANILE

Il disturbo depressivo maggiore (DDM) ad esordio precoce è un quadro morboso psichiatrico grave e ha frequenza elevata in bambini con meno di 12 anni (circa 1%), ma soprattutto in adolescenti e giovani adulti (17–25%). Si associa a familiarità elevata e sembra dunque avere un'etiologia prevalentemente genetica. La prognosi risulta peggiore di quella delle depressioni ad esordio in età adulta: il disturbo determina infatti alterazioni dello sviluppo e conseguentemente uso di sostanze, malattie fisiche, disadattamento sociale, talora suicidi. Il corteo disfunzionale tende a persistere in età adulta complicandosi con disturbi d'ansia.
Le terapie attuali non presentano efficacia ottimale, anche a causa dei limiti di specificità delle procedure diagnostiche.
Un gruppo di ricerca americano capitanato dal dottor Pajer sembra aver individuato un gruppo di marker biologici per l'identificazione del DDM ad esordio precoce. L'idea è nata dalla riflessione sui risultati di analisi di trascrittomi di vari componenti del sangue di modelli genetici animali di depressione sottoposti a fattori etiologici ambientali stress-correlati. I ricercatori americani hanno testato 26 possibili marker trascrittomici ematici su 14 persone con DDM d'età compresa fra 15 e 19 anni e su altrettanti giovani di pari età senza disturbi psichici. Undici dei 26 marker si sono rivelati capaci di distinguere con precisione i soggetti dei due gruppi. Inoltre è stato osservato che tra le persone con DDM 18 trascritti erano presente in modo significativamente diverso in quelle con e senza associazione con un disturbo d'ansia.
I risultati di questo studio pilota indicano che è possibile realizzare un esame di sangue per la diagnosi di DDM ad esordio precoce e forse, più generalmente, per tutti i disturbi dell'umore. Ciò potrebbe ridurre drasticamente l'attuale eterogeneità diagnostica e favorire lo sviluppo di trattamenti individualizzati.
Le persone con disabilità intellettiva tendono a sviluppare disturbi depressivi più frequentemente e più precocemente della popolazione generale. La scoperta sopra descritta apre dunque scenari di grande interesse anche per questa popolazione.

RIFERIMENTI

- K Pajer, BM Andrus, W Gardner, A Lourie, B Strange, J Campo, J Bridge, K Blizinsky, K Dennis, P Vedell, GA Churchill and EE Redei. Discovery of blood transcriptomic markers for depression in animal models and pilot validation in subjects with early-onset major depression. Translational Psychiatry (2012) 2, e101; http://www.nature.com/tp - published online 17 April 2012
- S. L. Einfeld and B. J. Tonge. Population prevalence of psychopathology in children and adolescents with intellectual disability: II epidemiological findings. Journal of Intellectual Disability Research, 1996; 40(2): 99-109
- Bradley E. and Bolton P. Episodic psychiatric disorders in teenagers with learning disabilities with and without autism. British Journal of Psychiatry (2006), 18 9, 361-366.



Marco O. Bertelli