CREA - Centro di Ricerca e Ambulatori

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22/01/2015

ADHD IN ETÀ ADULTA E DISTURBO BIPOLARE: COMORBIDITÀ E DIAGNOSI DIFFERENZIALE

La letteratura scientifica contemporanea sostiene che sia possibile diagnosticare un adulto con disturbo da deficit d'attenzione e iperattività (DDAI) se mostra una storia cronica e pervasiva di iperattività, inattenzione ed impulsività.
Numerosi studi di follow-up degli ultimi dieci anni segnalano che tra il 30 ed il 70% dei bambini che ha avuto l'ADHD continua a mostrare gli stessi comportamenti in età adulta.
I criteri diagnostici per il DDAI in età adulta (vedi criteri Utah 32) stabiliscono che debbano essere presenti quattro delle seguenti caratteristiche e che almeno una di queste debba risultare particolarmente intensa e pervasiva: iperattività motoria persistente dalla fanciullezza, deficit attentivo persistente dalla fanciullezza, labilità affettiva, incapacità a terminare compiti, temperamento eccitabile ed esplosivo, relazioni interpersonali scadenti o incapacità a mantenere relazioni nel tempo, impulsività e insofferenza allo stress.
Le problematiche di comorbidità e di diagnosi differenziale, già presenti in età evolutiva, divengono di centrale importanza in età adulta.
Studi sugli adulti con DDAI mostrano che approssimativamente il 24-35% dei casi presenta anche un disturbo oppositivo-provocatorio, il 17-25% un disturbo della condotta e il 7-18% un disturbo della personalità.
Anche l'associazione disabilità intellettiva e DDAI è abbastanza frequente, con percentuali variabili dal 30 al 50%. Questa associazione può contribuire significativamente ad esacerbare i problemi comportamentali associati al DDAI e a renderne più complicato il processo di attribuzione ad un preciso disturbo psichico.
Tuttavia l'ambito principale di comorbidità o di diagnosi differenziale è rappresentato dai disturbi dell'umore. Il riscontro di adulti con DDAI, disturbi d'umore e difficoltà di controllo della rabbia è frequente. Il disturbo bipolare è riscontrabile nel 21-25% dei bambini con DDAI e in percentuali ancora più alte nel sottotipo combinato (disattenzione e iperattività).
Il giudizio di comorbidità o di differenziazione diagnostica dei due ambiti è molto difficile per il clinico, soprattutto quando sia presente anche disabilità intellettiva o funzionamento intellettivo limite (fra 70 e 85 punti di QI). Infatti deve sempre esser tenuto in considerazione che un deficit dell'autoregolazione emozionale è uno dei componenti nucleari del DDAI.
Il più antico riconoscimento formale del quadro clinico oggi identificato come DDAI o ADHD (in inglese) era l'inclusione dei comportamenti di iperattività, distraibilità e impulsività sotto il termine di disfunzione celebrale minima (DCM o MBD in inglese). Tale quadro clinico risale alla metà degli anni 60. Il concetto del DCM raggruppava una combinazione di disturbi che oggi vengono diagnosticati separatamente come disturbi dell'apprendimento, DDAI e disturbi dell'umore o emozionali.

RIFERIMENTI

- Bertelli M. Il DDAI in età adulta. In Cimbelli P. e Bertelli M. (Eds). DDAI: Bambini Difficili. Un approccio multidimensionale alle difficoltà di attenzione e iperattività. Zenit Editore, 2007.
- Karaahmet E, Konuk N, Dalkilic A, Saracli O, Atasoy N, Kurçer MA, Atik L. The comorbidity of adult attention-deficit/hyperactivity disorder in bipolar disorder patients. Compr Psychiatry. 2013 Jan 7. doi:pii: S0010-440X(12)00254-4. 10.1016/j.comppsych.2012.11.005. [Epub ahead of print]
- Perugi G, Ceraudo G, Vannucchi G, Rizzato S, Toni C, Dell'osso L. Attention Deficit/Hyperactivity Disorder symptoms in Italian bipolar adult patients: A preliminary report. J Affect Disord. 2012 Dec 22. doi:pii: S0165-0327(12)00843-9. 10.1016/j.jad.2012.12.010. [Epub ahead of print]



Marco O. Bertelli, Giulia Vannucchi