CREA - Centro di Ricerca e Ambulatori

CREA - Centro di Ricerca E Ambulatori è un progetto di ricerca scientifica e di evoluzione scientifico - culturale per la Fondazione San Sebastiano della Misericordia di Firenze.




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04/04/2022
Giornata Mondiale della Consapevolezza dell'Autismo 2022



02/06/2021
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24/05/2021
Web-Conference organizzato dall'Istituto Superiore di Sanità: 25 Maggio 2021 - ore 14.00



02/04/2021
Consapevolezza 2021 - Diretta Facebook ore 11-13



24/02/2021
Congresso Nazionale SOPSI - 24-27 febbraio 2021




 
26/07/2015

DISTURBI D’ANSIA NELLA DISABILITÀ INTELLETTIVA: EPIDEMIOLOGIA ED ETIOPATOGENESI

La prevalenza dei disturbi psichiatrici nelle persone con Disabilità Intellettiva (DI) è circa 4 volte superiore rispetto alla popolazione generale. Secondo le ricerche più recenti, una delle categorie diagnostiche più frequenti è il disturbo d’ansia, con una prevalenza che, negli adulti, varia dal 2 al 27%.
I disturbi d'ansia sono più comuni nelle donne rispetto ai maschi e l’età media di insorgenza è circa 15 anni.
Nelle persone con DI i disturbi d’ansia spesso non vengono riconosciuti e soprattutto nei casi di DI grave e profonda, la manifestazione di questi disturbi viene spesso erroneamente diagnosticata come disturbo del comportamento.
La letteratura sui tassi di prevalenza dei disturbi d’ansia specifici nella DI è molto scarsa. I pochi studi indicano che il più frequente è il Disturbo d’Ansia Generalizzato (DAG), presente in percentuali variabili dall'1,7 al 3,5 e con picchi più elevati nelle persone con DI lieve, seguito dall’Agorafobia (0,7%), dalla fobia sociale, dal disturbo di panico e dal disturbo post traumatico da stress, tutti non superiori allo 0,5%.
La prevalenza del Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC), tradizionalmente collocato tra i disturbi d’ansia e attualmente considerato una entità nosologica autonoma insieme ad altri disturbi ad esso correlati, può raggiungere tassi di prevalenza tra il 10% ed il 20%.
I fattori implicati nell’etiopatogenesi dei disturbi d’ansia sono numerosi, sia di tipo biologico, che psicologico e ambientale. La combinazione di questi fattori varia da persona a persona e agisce su una complessa vulnerabilità psico-fisica di base. Una spiccata vulnerabilità biologica è stata associata ad alcune malattie neurologiche, come l’epilessia, ad alcune patologie respiratorie, come la broncopneumopatia cronica ostruttiva, o metaboliche, come la carenza di vitamina B12, l’ipertiroidismo e le aritmie cardiache. I sintomi d’ansia possono essere anche dovuti a effetti collaterali dei farmaci, a intossicazione o astinenza da alcool, caffeina, anfetamine o sedativi. Esistono anche evidenze di familiarità, il che suggerisce un probabile contributo genetico. Infatti anche alcune sindromi genetiche includenti DI si associano più spesso di altre a disturbi d’ansia specifici: la sindrome dell’X fragile alle fobie sociali, le sindromi di Rubinstein-Taybi e di Prader-Willi al DOC, la fenilchetonuria e la sindrome di Williams al DAG.
Alcuni degli aspetti psicologici e sociali implicati nell’etiopatogenesi dei disturbi d’ansia sono la difficoltà nello sviluppo di strategie di coping, di problem solving e di autodeterminazione, una ridotta soglia di tolleranza allo stress, il lutto o altri eventi di vita stressanti o traumatici, l’abuso fisico, emotivo o sessuale, il sostegno sociale inadeguato, le condizioni abitative variabili e inadeguate, i cambiamenti della routine. L’ambiente iper o ipo stimolante, i conflitti con i membri della famiglia, con altri pazienti o con lo staff, la difficoltà nell’instaurare relazioni soddisfacenti, i problemi nel trovare un impiego, e la discriminazione o la stigmatizzazione sono altri fra i fattori eziopatogenetici di tipo psico-ambientali più frequentemente riportati dalla letteratura scientifica.

RIFERIMENTI

- Bailey N. M. (2007) Prevalence of psychiatric disorders in adults with moderate to profound learning disabilities. Advances in Mental Health and Learning Disabilities 1, 36–44a.
- Cooper SA., Bailey NM. Psychiatric disorders amongst adults with intellectual disability: prevalence and relationship to ability level. Irish J Psych Med, 2001; 18: 45-53.
- Cooper SA., Smiley E., Morrison J., et al. Mental ill-health in adults with intellectual disabilities: prevalence and associated factors. British J Psy 2007; 190: 27-35.
- Deb S., Thomas M., and Bright C. Mental disorder in adults with intellectual disability. I: prevalence of functional psychiatric illness among a community-based population aged between 16 and 64 years. J Intell Dis Res, 2001; 6: 495-505.
- Ng R, Järvinen A, Bellugi U. Characterizing associations and dissociations between anxiety, social, and cognitive phenotypes of Williams syndrome. Res Dev Disabil. 2014 Oct;35(10):2403-15.
- Reid KA, Smiley E, Cooper SA. Prevalence and associations of anxiety disorders in adults with intellectual disabilities. J Intellect Disabil Res. 2011 Feb;55(2):172-81.
- Verhoeven W.M.A., Tuinier S., Kuijpers H.J.H., · Egger J.I.M. and· Brunner H.G. Psychiatric Profile in Rubinstein-Taybi Syndrome. A Review and Case Report Psychopathology 2010;43:63–68.
- Wheeler A, Raspa M, Bann C, Bishop E, Hessl D, Sacco P, Bailey DB Jr. Anxiety, attention problems, hyperactivity, and the Aberrant Behavior Checklist in fragile X syndrome. Am J Med Genet A. 2014 Jan;164A(1):141-55.

 



Annamaria Bianco e Marco O. Bertelli